"Singolarità del tutto"
di Tommaso Trini

L'orizzonte e il vulcano Giorgio Moiso Sergio Dangelo

Due artisti di chiara fama orchestrano in questa mostra con prospettiva aerea le
molteplicità meravigliose dei segni e dei colori che la creazione umana sa riunire in un
singolo artefatto, mirabile per la singolarità del tutto che esso può racchiudere.

Sergio Dangelo distende tanta molteplicità sulla linea dell'orizzonte, come su un
pianoforte.

Viceversa, Giorgio Moiso può liquefare il molteplice tra l'interno e l'esterno di un vulcano,
facendolo esplodere implodere come in un tamburo.

Entrambi usano le mani e la lente della mente, ma con quanta diversità...

... Ripreso dalla prima mostra di Albisola Capo nel 1997 in cui Dangelo e Moiso
collaborarono strettamente con interventi anche a quattro mani, il titolo di questa mostra,
“l'orizzonte e il vulcano”, racchiude una prospettiva mentale dell'esplorazione più che un
tema figurativo.
Lavorare in tandem può condurre lontano...

Si ricorderà che all'inizio del Novecento Georges Braque e Pablo Picasso stabilirono uno
schivo sodalizio nell'ideare il nuovo linguaggio che un cronista di nome Vauxelles avrebbe
malignamente tacciato di cubismo...

...Dangelo e Moiso fanno arte: perché? La seconda domanda è: che ci fa l'arte nel mondo?
Si aggiunga pure nello specifico che entrambi dipingono; che le pitture dell'uno sono molto
diverse dalle pitture dell'altro, ovviamente; che la differenza evidente consente di
allacciarsi fugacemente in un paso doble a questi artisti abituati a ballare coi lupi; e che il
loro incontro produce, come vediamo, un plusvalore linguistico.

Ma non è un duetto, la scena delle opere di Moiso e Dangelo che dialogano tra loro, bensì
una sfida tra il molteplice e il singolare...

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