Il Blues per Moiso di Carlo Vanoni


Blues per Moiso

Mezzanotte circa
nel centro Europa alla periferia di un lago
illuminato
generoso cielo ispirato di stelle pesanti
riflette lo specchio d’acqua circondato da monti
-solitario-
cammino ascoltando lo standard di Monk
arpeggi e fraseggi sax
gocce di pioggia
che non disturba e tiene il tempo
un tempo indeciso che non ce la fa a scrollarsi l’inverno
eco di primavera in ritardo
giallo
rosso cobalto del lampione qui accanto
un semaforo verde
confondo il blu della notte con il contralto di Parker
Moiso è lontano e sta spremendo tubetti
trasformandoli in luce
questa luce
come voce
tra i miei passi
questa pioggia leggera sul mezza coda scassato ancorato al proscenio
le mani di Thelonius ci ricamano il genio
Mingus ruggisce Max lo insegue Bird ubriaco arranca prima dell’ultimo scatto
Moiso aggiusta col rosso un arancio distratto e ritorna sul verde
Charlie è nervoso Mingus lo avverte Thelonius riflette
la pioggia che batte
auto parcheggiate nel Dancing di un tempo
tra ritmi africani e piste in cemento
in un cielo squarciato Bird attacca in levare
scala cromatica da coniugare
Moiso scaraventa gialli sulla tela innocente
o è la pioggia che scende
il verde smeraldo gli scappa sul bianco
il nero e il grigio e le mie scarpe sopra l’asfalto
Mingus in un quattro quarti camuffato da Max che lo scompone sui piatti (Dizzy ora si è messo in disparte e guarda Miles appena entrato al Minton’s) la mezzanotte è passata da un pezzo e qui piove a dirotto
Moiso cambia mano
Bird precipita in una scala discendente
in un blu così profondo che il contrabbasso di Mingus sembra musica di un canneto al vento
(un blu drammatico spacca il cuore è un blu più profondo del lago qui di fronte)
Moiso lo spreme sulla mano col guanto
e poi con la rincorsa lo lancia sulla parete più in alto
Bird è dall’altra parte del mondo
suona il contralto e non si rende conto che un nuovo jazz sta nascendo
cambia tonalità nell’instante in cui tutto sembra fuori registro ma poi Bird rientra
Thelonius sorride sudando
Charlie non molla
il contrabbasso e il contralto e il piano e i tamburi e i colori di Moiso e io che mi aggiusto le cuffie maneggio l’I-pod col volume più alto e poi la pioggia che incalza
mezzanotte è in vacanza
le due meno venti
il fumo del Minton’s
lo studio di un artista
le mie scarpe bagnate
è passato un secolo forse poco più d’un istante
suonare la pittura dipingendo parole
cortocircuitare un mondo creato legato imbavagliato
Moiso e Coltrane Bird e Celine la pioggia, oramai
tutto questo, più o meno, around midnight.

Fine